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INTOLLERANZE ALIMENTARI: Attenti a glutine e lattosio

glutine e lattosio

Oggi è molto frequente sentir parlare di intolleranze alimentari, un fenomeno che si è ingigantito in maniera esponenziale negli ultimi anni tra la popolazione. Si tratta di reazioni avverse al cibo non mediate dall’azione del sistema immunitario come accade, invece, nel caso delle allergie alimentari. I sintomi non si manifestano subito dopo l’ingestione ma possono affiorare con il tempo e sono strettamente correlati alla quantità di alimento assunto; sono soprattutto problemi gastrointestinali, dermatologici o respiratori. Le cause più comuni sono da ricercare nell’ingestione di alimenti contenenti lattosio e glutine. Il lattosio è il comune zucchero del latte. Normalmente nel nostro intestino l’enzima “lattasi” scompone il lattosio in zuccheri più semplici pronti per essere assorbiti. Quando l’attività enzimatica è ridotta il lattosio non viene scomposto e viene fermentato dai batteri presenti nell’intestino, causando sintomi come diarrea, flatulenza, dolore addominale. Non è sempre possibile determinare la quantità di latte e latticini che possano determinar la comparsa di tali sintomi, poiché è assai variabile. L’intolleranza al glutine si manifesta in seguito all’ingestione di alimenti contenenti glutine, una particolare proteina contenuta in diversi cereali (frumento, orzo, avena, farro, segale) e che provoca seri danni alle pareti dell’intestino compromettendo l’assorbimento successivo dei nutrienti. È di fondamentale importanza ricevere una corretta diagnosi ricorrendo come primo approccio ad una dieta di esclusione che permette di capire se i sintomi si attenuano togliendo il cibo sospetto; se i sintomi scompaiono durante il periodo in cui viene abolito l’alimento e si ripresentano nel momento in cui viene reintrodotto nella dieta si tratta di una reazione avversa al cibo. A questo punto si verifica, attraverso test diagnostici, se è coinvolto il sistema immunitario e se si tratta pertanto di un’allergia; in caso contrario il disturbo è molto probabilmente dovuto a un’intolleranza.In entrambi i casi è importante ricorrere al supporto professionale di uno specialista che permette di non escludere alcuni nutrienti dalla dieta quando si inseriscono variazioni o sostituzioni per garantire un corretto stato di salute.

Cosa sono gli omega 3 e gli omega 6? Quali i benefici?

omega3 e omega6

 

La nostra dieta mediterranea viene ormai riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale come un tipo di alimentazione che protegge lo stato di salute della popolazione, ed un ruolo importante negli effetti benefici dei nutrienti della dieta mediterranea viene svolto dagli acidi grassi omega 3 e omega 6. L’acido linoleico, un omega 6 e l’acido alfa-linolenico, un omega 3 sono definiti “essenziali” perché il nostro organismo non è in grado di produrli da sé, e bisogna assumerli necessariamente con l’alimentazione.
Gli omega 3 sono di origine vegetale o marina e si ritrovano in alimenti come noci, semi di lino, semi di canapa e loro oli, in piccole quantità di olio di soia e nelle verdure a foglia verde, e in alcuni tipi di pesce, tra cui aringa, sardina, sgombro e salmone.
Fonti primarie di omega 6 sono, invece, gli oli vegetali spremuti a freddo (soprattutto di girasole e di mais), vegetali a foglie verdi, cereali, legumi, noci e semi. Omega 6 e omega 3 sono importanti componenti delle nostre membrane cellulari, agiscono sia nella regolazione della pressione sanguigna sia nel contenimento del colesterolo, inoltre sono necessari per le funzioni cerebrali e nervose. Nel nostro corpo questi due acidi grassi competono tra loro per essere metabolizzati, è , pertanto, necessario assumerli seguendo un rapporto ideale omega 3/omega6 per godere dei loro benefici; purtroppo negli ultimi 150 anni, l’apporto di omega-6 è aumentato, mentre quello degli omega-3 è parallelamente diminuito, con l’aumento di malattie cardiache. infatti numerosi studi hanno mostrato il ruolo protettivo e terapeutico degli omega 3 nelle patologie cerebro- cardio-vascolari, riconoscendo una spiccata azione antiinfiammatoria e anti-trombotica di questi acidi grassi. Oggi, le nostre linee guida raccomandano un aumento del consumo degli alimenti ricchi di omega-3 per avere un beneficio nella maggior parte delle diete, mangiando, per esempio, due volte la settimana il pesce azzurro e integrando la nostra dieta con vegetali a foglia verde e noci.